Slideshow shadow

La natura tornerà o tutto è perduto?

ottobre 6, 2026 in Scienze e ambiente da Paolo Vitale

Veduta del Castello di Brescia - 1880 circa

Veduta del Castello di Brescia – 1880 circa

Una fotografia del castello di Brescia del 1880, 130 anni fa. Che cosa è cambiato dal XIX secolo? Solitamente, quando si guardano fotografie di tanto tempo fa, prevale un senso di nostalgia: si pensa ai bei tempi andati. A pensarci bene però, quel passato non sembra un granché, se consideriamo la qualità della vita: basti pensare a povertà e malattie e alla durata media della vita che era la metà rispetto ad oggi. Guardiamo allora più attentamente ciò che la foto mostra: cosa è cambiato davvero? È la natura sul colle Cidneo che è cambiata. E decisamente in meglio: da uno squallida pietraia al verde rigoglioso di oggi. Gli edifici invece sono simili, anche se oggi paiono in uno stato migliore, restaurati e in parte ricostruiti. E tutto il parco che si vede oggi, come si è formato? Tutto cominciò nel periodo in Una fotografia del castello di Brescia del 1880, 130 anni fa. Che cosa è cambiato dal XIX secolo? Leggi il resto di questa voce →

Condividi: Email this to someoneShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on Pinterest

Il condominio felice

settembre 16, 2026 in Racconti e poesie, Testimonianze da Anna Seniga

Condominio 2

A Fiumicello i condomìni sono tanti, quasi tutti alti e vecchi allo stesso modo; solo uno nuovo svetta sopra agli altri all’ingresso di Via Milano, che è la via più famosa di questo quartiere: sembra una sentinella posta a custodia di un mondo tutto speciale.

In ognuno, tante famiglie vivono vicine, divise solo da muri più o meno spessi: alcune sono al primo piano, altre sono in alto, all’ultimo, ma tutte escono dalla stessa porta o portone.

C’è chi ha un piccolo abitante non umano, come un cane o un gatto, oppure un canarino. Molti hanno i balconi: alcuni grandi, altri sembrano piccoli fazzoletti.

C’è però un condominio, qui a Fiumicello, che è particolarmente felice: al primo piano ci sono ben due gatti bianchi e neri, che escono a loro piacimento nel piccolo giardino; più che un giardino è un’aiola lungo il bordo anteriore del caseggiato, in cui i gatti corrono felici. Li vedi sul muretto che saltano da un garage all’altro, perché loro non hanno confini, viaggiano nel quartiere seguendo i loro percorsi olfattivi e disdegnano i molti cani che vedono frequentare il giardino comunale; i gatti la loro libertà non la mettono in gioco.

E ultimamente è arrivato anche un canarino, nel condominio felice, che con il suo saluto mattutino allieta il giorno degli abitanti di questa isola. Isola, sì, perché ogni condominio è un’isola a sé. Leggi il resto di questa voce →

Condividi: Email this to someoneShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on Pinterest

Cecilia Carreri, l’impresa della prima donna italiana alla Transat Jacques Vabre

settembre 4, 2026 in La via del mare, Recensioni da Viola Allegri

Copertina mare verticaleCecilia Carreri, vicentina, giudice penale, cammina sulla spiaggia ocra di Dunkerque, la mente in conflitto. L’odore dell’oceano, il fascino della sua immensità, le onde spazzate dal vento, l’emozione che l’attraversa sono la bellezza e la forza di quell’istinto che l’ha portata a scelte estreme: l’alpinismo estremo fino all’Himalaya e alle cime dell’Africa, il Circolo polare artico, l’attraversamento del deserto del Tibesti, il lago Ciad, avventure spesso affrontate da sola. Dall’altra parte del cervello c’è la razionalità di una giudice, il dubbio che l’impresa sia più grande di lei, un disegno che è pura follia a cominciare dai costi di una barca a vela, l’Imoca 60, lunghezza circa 18 m, per una regata tra le più difficili, in Brasile: la Transat Jacques Vabre, più tardi chiamata La route du café, quella che facevano le navi per portare il caffè in Europa. 

Le 35 vele partecipanti partono con 40 nodi di vento, faranno 4.500 miglia nautiche (km 10.001). Si partecipa in due dopo la prova di aver fatto in barca 1.000 miglia nautiche. Leggi il resto di questa voce →

Condividi: Email this to someoneShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on Pinterest

A proposito di disuguaglianze

agosto 20, 2026 in Approfondimenti da Laura Giuffredi

Parlare di disuguaglianze, affinché il tema sia compreso come l’emergenza che è, anche in Italia, è quanto mai necessario, per non mettere la testa sotto la sabbia e sapersi districare in un quadro politico-economico sempre più complesso. Ma la complessità non ci esime dallo sforzarci di comprendere, per poter valutare l’operato dei Governi con cognizione di causa.

OVERComunque la si voglia mettere, nel nostro Paese, in linea con una tendenza che possiamo, semplificando, definire globale, le disuguaglianze stanno crescendo: nello specifico l’1% più ricco della popolazione si appropria del 12% del reddito nazionale e detiene il 22% circa della ricchezza complessiva.(https://fondazionefeltrinelli.it/pubblico/patrimoniale-verde-diseguaglianze/ ).

Inoltre emerge un ulteriore dato allarmante: considerando l’insieme delle imposte e delle tasse, il principio di progressività, che sarebbe sancito dall’articolo 53 della Costituzione italiana, è oggi pesantemente violato. Il sistema fiscale italiano, infatti, è solo debolmente progressivo e diventa addirittura regressivo per il 7% più ricco dei contribuenti.

Il risultato è che in Italia le 50.000 persone più ricche (lo 0,1% della popolazione) versano in media il 32% del loro reddito in imposte, contro circa il 45% pagato dal resto della popolazione. Un divario dovuto in parte alla maggiore tassazione del lavoro e, fattore non secondario, all’esclusione dei redditi da capitale dall’IRPEF. E comunque l’Italia non è un’eccezione: la progressività è assente anche in Stati Uniti, Francia, Paesi Bassi, Norvegia e Brasile. Leggi il resto di questa voce →

Condividi: Email this to someoneShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on Pinterest

Storia, storie e fiocchi anarchici – Intervista a Giorgio Enrico Cavallo

luglio 5, 2026 in Interviste da Andrea Zucchini

Giorgio Enrico Cavallo, ricercatore autonomo di professione, insegnante, giornalista pubblicista e scrittore di monografie, classe ’89, introduce ed approfondisce, con il suo stile “d’altri tempi”, fatti storici sul suo canale YouTube Ottocento seguito da 31.500 followers. In questa intervista proviamo a conoscerlo meglio.

 

Giorgio enrico Cavallo

Giorgio Enrico Cavallo

Chi è Giorgio Cavallo e come nasce l’idea di dedicare un canale YT ad un intero secolo ed ai suoi protagonisti?
C’è stato un evento o un libro che l’ha spinta a intraprendere questa strada?


Chi sono? Credo di poter dire che sono un appassionato di ciò che faccio. Sono curioso e mi appassiona la storia perché credo che sia una disciplina tra le più umane, una di quelle che ci permette di conoscere meglio l’animo umano. Ho sempre amato studiare e raccontare agli altri ciò che mi appassiona. Prima nella versione cartacea: ho scritto molte monografie e, davvero, migliaia di articoli comparsi per anni su quotidiani e riviste. Perché dunque aprire un canale Youtube? Perché il mio lavoro necessita di una vetrina per essere conosciuto. I giornali in Italia pagano poco. I libri ancora meno. Youtube mi ha consentito di avere quella visibilità che ha permesso all’intero ecosistema di stare in piedi: ora posso fare ricerca in modo ancora più serio, il tutto in modo del tutto indipendente perché sono diventato l’editore di me stesso. Devo questa intuizione all’amico Guido Damini, che è anche l’illustratore del canale oltre ad essere un noto volto dello spettacolo e una voce ben conosciuta da chi ascolta i podcast e i programmi radiofonici.

Quanto tempo dedica alla ricerca rispetto alla produzione di contenuti? Leggi il resto di questa voce →

Condividi: Email this to someoneShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on Pinterest

Il Buon Clima: evitare l’ingestibile e gestire l’inevitabile

giugno 27, 2026 in Recensioni, Scienze e ambiente da Mario Baldoli

Copertina MercalliC’ è un libro che in Italia tutti dovrebbero conoscere a partire dalle scuole secondarie, scritto da Luca Mercalli, Breve storia del clima in Italia, dall’ultima glaciazione al riscaldamento globale, pref. di Christian Rohr (Einaudi). Rivela una verità semplice e terribile: è il clima che fa l’uomo, non viceversa. L’uomo ne dipende e ne è condizionato. Dall’inizio del secolo siamo entrati in un clima sconosciuto. L’Italia, una penisola stretta da tre mari, dominata a nord dalle Alpi e attraversata dall’Appennino, è stata particolarmente sensibile ai cambiamenti climatici, studiati già da Galileo ed Evangelista Torricelli. Ma i dati che abbiamo sono stati per secoli oscurati, frammentari e dispersi, di qui la necessità di una sintesi generale che il libro di Mercalli, presidente della Società meteorologica italiana, fondatore e direttore della rivista “Nimbus” raccoglie in sintesi per la prima volta, dalla preistoria ai giorni nostri. Quella in cui siamo entrati è una fase sconosciuta del clima. Conosciamo il passato indirettamente, con gli studi sulle carote di ghiaccio e su antichi alberi caduti, condotti da specialisti di diverse discipline: il paleoclimatologo, lo storico, il paleografo, il dendrocronologo mostrano che i ghiacciai hanno coperto il pianeta almeno da 110.000 fino a 11.700 anni fa, con un livello del mare di circa 125 metri più basso di oggi, immobilizzato nelle calotte glaciali. Leggi il resto di questa voce →

Condividi: Email this to someoneShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on Pinterest

Gaude, il marittimo sul tubo – Intervista ad Alessandro Del Gaudio

maggio 30, 2026 in Interviste, La via del mare da Andrea Zucchini

 

Alessandro Del Gaudio - Gaude

Alessandro Del Gaudio – Gaude

Alessandro del Gaudio, marittimo, narra la sua passione per il mare e suo il lavoro attraverso il suo canale YouTube. In questa sua prima intervista proviamo a conoscerlo meglio.

Chi è Alessandro Del Gaudio e come nasce la passione per il mare?

Alessandro Del Gaudio è un ragazzo di Viareggio che, a dire la verità, inizialmente non aveva una vera passione per il mare. Quando ho iniziato l’istituto nautico non ero particolarmente interessato allo studio, ma andando avanti ho iniziato ad appassionarmi sempre di più a questo mondo. Da lì è cambiato tutto: ho cominciato a studiare seriamente, ad ottenere buoni risultati e, soprattutto, a capire che quella poteva davvero essere la mia strada. Poi è arrivato il mio primo imbarco, ed è stato lì che è scoppiata definitivamente la passione per la vita di mare.

Come sei arrivato al tuo primo imbarco?

Il mio primo imbarco è arrivato quasi per coincidenza. È stata mia madre a indirizzarmi verso questa opportunità, perché conosceva un comandante qui a Viareggio. Quando si è presentata questa occasione non me la sono fatta sfuggire: ho accettato subito. E da quel momento è iniziato tutto il mio percorso nel mondo marittimo e mi sono ufficialmente innamorato. Leggi il resto di questa voce →

Condividi: Email this to someoneShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on Pinterest

L’impossibile incontro

maggio 10, 2026 in Racconti e poesie da Salvatore Attanasio

Rocca di Soncino

Rocca di Soncino

E’ autunno. Le foglie sono già cadute, da tanto ormai, non più come una volta che ogni cosa avveniva a tempo debito. Le stagioni non si distinguono più l’una dall’altra. L’aria è fredda, forse complice un leggero vento che si incunea tra le viuzze, giù dal castello, e tutto ciò rende la giornata quasi invernale.

Non me ne curo. Alla mia età, un po’ di freddo… ho visto ben altro. E poi, sto già varcando la soglia del Palazzo. Lo chiamo semplicemente così, il Palazzo. Non è la prima volta che lo visito. D’altronde fotografare le vecchie sale dei vecchi palazzi è quanto di più bello possa regalarmi.

Mi affascinano queste sale, oggi polverose e buie, che un tempo hanno ospitato personaggi ed eventi passati alla storia. Oggi invece sono solo testimoni di un passato che non tornerà mai più. Dicevo che non è la prima volta che torno al Palazzo; fotografare vuol dire, come afferma qualcuno, “dipingere con la luce” e la luce del mattino è diversa da quella del meriggio o del tramonto, così ogni volta che visito un castello o un palazzo per fotografare sale, saloni, scale o sotterranei, segrete e prigioni, ritorno sempre per farlo con una luce diversa. Leggi il resto di questa voce →

Condividi: Email this to someoneShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on Pinterest

Il distillato artistico di Thomas Mann, ovvero Com’è un grande scrittore

maggio 3, 2026 in Approfondimenti, Recensioni da Mario Baldoli

Mann Olschki copertinaSe credi di non volere e potere altro al mondo che scrivere, se ti senti così profondamente

in relazione con il mondo e con l’umanità che l’unica forma possibile di attività per te è sognare, sentire, interpretare, creare, l’unica forma possibile di azione è quella attraverso la parola, allora diventa scrittore. Altrimenti niente, altrimenti niente.

Parla Thomas Mann, Nell’officina dello scrittore, a cura di Lucio Coco, 2026, ed. Olschki. Un piccolo libro che ha il pregio di rendere banali e ridicole le molte scuole che oggi vantano di insegnare, a chiunque si iscriva, come diventare uno scrittore. Si fanno una flebo coi corsi di scrittura – ha aggiunto Patrizia Valduga; per quanto mi riguarda, sento in ogni libro l’odore del copia-incolla.

Per Mann: scrittore si è, non si diventa. E Coco ha la virtù di estrarre da interviste, persino da un questionario riempito in un hotel, risposte alle molte domande che furono fatte a Mann, frasi e giudizi tutti brevissimi, un distillato artistico. Leggi il resto di questa voce →

Condividi: Email this to someoneShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on Pinterest

Dio è anche collera. Lutero e la guerra contro i contadini

aprile 21, 2026 in Approfondimenti, Recensioni da Mario Baldoli

 

la-guerra-dei-contadini-2680Ma cosa vogliono questi contadini?

Era 1522, Lutero era stato scomunicato da papa Leone X e Carlo V l’aveva bandito dal Sacro romano impero. Cinque anni prima aveva appeso alla porta della cattedrale di Wittenberg le 95 tesi che avrebbero diviso ancora una volta la cristianità.

Salvato dalla cattura da Federico il Saggio, principe di Sassonia, aveva tradotto la Bibbia in tedesco e godeva ormai del sostegno di molti principi e signori: la corruzione, il nepotismo, i soldi raccolti per le indulgenze col pretesto del Purgatorio facevano di Roma la nuova Babilonia.

Il XVI secolo cambiò il mondo: non fu Il Secolo breve, come Hobsbawm definì il XX; il XVI secolo fu lungo e denso, con svolte politiche e militari, economiche e culturali che giungono fino a noi con intatta potenza e problemi. Leggi il resto di questa voce →

Condividi: Email this to someoneShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on Pinterest