Cecilia Carreri, l’impresa della prima donna italiana alla Transat Jacques Vabre
settembre 4, 2026 in La via del mare, Recensioni da Viola Allegri
Cecilia Carreri, vicentina, giudice penale, cammina sulla spiaggia ocra di Dunkerque, la mente in conflitto. L’odore dell’oceano, il fascino della sua immensità, le onde spazzate dal vento, l’emozione che l’attraversa sono la bellezza e la forza di quell’istinto che l’ha portata a scelte estreme: l’alpinismo estremo fino all’Himalaya e alle cime dell’Africa, il Circolo polare artico, l’attraversamento del deserto del Tibesti, il lago Ciad, avventure spesso affrontate da sola. Dall’altra parte del cervello c’è la razionalità di una giudice, il dubbio che l’impresa sia più grande di lei, un disegno che è pura follia a cominciare dai costi di una barca a vela, l’Imoca 60, lunghezza circa 18 m, per una regata tra le più difficili, in Brasile: la Transat Jacques Vabre, più tardi chiamata La route du café, quella che facevano le navi per portare il caffè in Europa.
Le 35 vele partecipanti partono con 40 nodi di vento, faranno 4.500 miglia nautiche (km 10.001). Si partecipa in due dopo la prova di aver fatto in barca 1.000 miglia nautiche. Leggi il resto di questa voce →















Comunque la si voglia mettere, nel nostro Paese, 
C’ è un libro che in Italia tutti dovrebbero conoscere a partire dalle scuole secondarie, scritto da Luca Mercalli, Breve storia del clima in Italia, dall’ultima glaciazione al riscaldamento globale, pref. di Christian Rohr (Einaudi). Rivela una verità semplice e terribile: è il clima che fa l’uomo, non viceversa. L’uomo ne dipende e ne è condizionato. Dall’inizio del secolo siamo entrati in un clima sconosciuto. L’Italia, una penisola stretta da tre mari, dominata a nord dalle Alpi e attraversata dall’Appennino, è stata particolarmente sensibile ai cambiamenti climatici, studiati già da Galileo ed Evangelista Torricelli. Ma i dati che abbiamo sono stati per secoli oscurati, frammentari e dispersi, di qui la necessità di una sintesi generale che il libro di Mercalli, presidente della Società meteorologica italiana, fondatore e direttore della rivista “Nimbus” raccoglie in sintesi per la prima volta, dalla preistoria ai giorni nostri. Quella in cui siamo entrati è una fase sconosciuta del clima. Conosciamo il passato indirettamente, con gli studi sulle carote di ghiaccio e su antichi alberi caduti, condotti da specialisti di diverse discipline: il paleoclimatologo, lo storico, il paleografo, il dendrocronologo mostrano che i ghiacciai hanno coperto il pianeta almeno da 110.000 fino a 11.700 anni fa, con un livello del mare di circa 125 metri più basso di oggi, immobilizzato nelle calotte glaciali. 

Se credi di non volere e potere altro al mondo che scrivere, se ti senti così profondamente
Ma cosa vogliono questi contadini?
Fra la moltitudine di filosofi, uno sopra l’altro, che la scuola (con esiti modesti) mi ha imposto di studiare – da Talete agli esistenzialisti – pensavo e penso che tanti (non certo Socrate), occupandosi d’Etica, abbiano detto sciocchezze, a partire dal sommo
Si sente spesso parlare di razzismo, e definire razzista una persona o un comportamento è diventato molto comune. Eppure, alla fine, tutti negano di esserlo. Le discussioni sono frequenti e i pareri spesso inconciliabili. Ma cosa può dire la biologia a proposito del razzismo? I biologi possono aiutarci a fare chiarezza sul concetto di razza umana?